Villaggio globale o Megamacchina? McLuhan vs. Mumford, alle origini del conflitto tra tecno-ottimisti e tecno-scettici.

di S. Simoncini

1.

Sarebbe interessante fare ricerca sull’attuale “semiosfera” politica per verificare se e come il divenire linguistico (delle sue strutture lessicali e semantiche) stenti ad aderire alla realtà delle trasformazioni socioeconomiche trainate dalle nuove tecnologie. L’ipotesi è che siano troppo rapide le trasformazioni, e troppo segmentata la sfera pubblica perché l’evoluzione linguistica, in quanto “evento sociale” e relazionale (Bachtin, 2003), garantisca la sua dinamica funzione referenziale. Una fatica sicuramente attestata dalle variegate terminologie adottate per denotare i nuovi concetti che potremmo definire “tecnopolitici” (come le attuali infrastrutture centralizzate della comunicazione e dell’economia digitale). Stefano Rodotà dedicò un libro (1997) e una voce Treccani (2009) al neologismo “Tecnopolitica”, sostenendo in apertura della voce che «Il rapporto tra la politica e la tecnica non può essere descritto solo in termini strumentali, come se la tecnica si limitasse a mettere a disposizione della politica dei mezzi di cui questa si serve senza per ciò veder modificate le proprie caratteristiche». Continue reading

Rizomatica 0505-2020

Infosfera, 05/05/2020

Per questa seconda uscita sul blog rizomatica abbiamo scelto di riflettere sul tema della cittadinanza digitale, territoriale e al contempo dematerializzata.

Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF.

https://rizomatica.org/rizomatica05052020.pdf

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Indice:

Telepolis 2020 di M. Kep
Territori laboratorio per una economia politica “ipermaterialista” 
intervista di S. Simoncini a B. Stiegler
Algoritma. Analisi incompleta sul data feminism nelle città intelligenti
di V. Bazzarin
Self-branding. La retorica del successo contemporaneo
di G. D’Alia
Apocalipse Now  di M. Civino
I signori delle post-metropoli  di M. Minetti
Accelerare in retromarcia di F. Sganga
Ricollocare lo spazio  di A. Cava
L’assenza di costrizioni naturali di M. Parretti
Se le macchine di Marx siamo noi   di V. Pellegrino
Il Techbro Prodigo  di M. Farrell
Il mio corona virus di F. Fassio
Amplesso telefonico  di F. Cozzaglio

La copertina è di diorama
https://mastodon.bida.im/@dioram
La copertina #1 si basa su “Gay Freedom San Francisco”, 1980, dominio
pubblico.
Programmi usati: Photomosh, GIMP, Inkscape su sistema GNU/Linux.

Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica@mastodon.bida.im
e
!rizoma@friendica.feneas.org
contatto:
rizoma (at) tuta (dot) io

Il mio corona virus

img – Elisatron

di F. Fassio

Nella evoluzione si passa per migliaia di fasi improbabili. Tra determinismo e caso c’è un off the line. I finali sono sempre diversi… “ (Stephen Jay Gould, La vita meravigliosa)

Dal complotto al soluzionismo. Come esaminare senza pregiudizi le cause naturali o artificiali che producono i virus

Il complotto e le fake news:

Ho iniziato ad interessarmi al virus guardando alcuni video che suggerivano come un complotto avesse prodotto la pandemia. Avrei subito scartato un approccio con linguaggio grezzo e senza documentazione a supporto. Ma non era così. Non ho avuto l’ impressione di un provocatore che mi parlava in un video. Continue reading

Amplesso telefonico

img – Elisatron

di F. Cozzaglio

Ho letto una volta sul telefono che la gente passa in media un’ora al giorno a guardare il telefono, e mi sembra pure poco considerando che dove ti giri vedi gente attaccata al telefono ma ammettiamo che sia così. Solo un’ora al giorno, ok. Fatto un rapido calcolo sono all’incirca quindici giorni l’anno, ma tutti interi, cioè ventiquattrore filate capito? Bene metti che uno dorme sette ore a notte, che mentre dormi il telefono certo non lo puoi guardare, anche se c’è chi dorme molto di meno e rimane alzato fino a tardi per consultare il telefono, insomma voglio dire che sette ore sono circa un terzo di una giornata che non puoi guardare il telefono giusto? Ok seguitemi. Sono quindici giorni moltiplicato tre in un anno, eccolo lì fatevi il calcolo, pazzesco il tempo che si perde, quante cose si potrebbero fare, che ne so, laurearsi dico davvero, imparare un mestiere, o uno strumento, la tromba per esempio o vattelapesca, che potresti diventare pure bravo se non stessi sempre lì a guardare il telefono no? E niente quindi ho deciso di darci un taglio, userò il telefono solo per telefonare ecco. Continue reading

Rizomatica 0202-2020

Infosfera, 02/02/2020

Per questa prima uscita sul blog rizomatica abbiamo scelto di riflettere sul concetto di rizoma e sulle implicazioni, in senso molto ampio, che apre questo dispositivo.
I contributi si vanno a configurare come linee di sviluppo piuttosto autonome sui temi della trasformazione sociale e delle relazioni politiche presenti e future.

 

Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF.

 

https://rizomatica.org/rizomatica02022020.pdf

Indice:

 
La copertina è di diorama
https://mastodon.bida.im/@diorama
La copertina #0 si basa su una foto di serigrafia all’OFFDEM 2019:
https://ps.zoethical.org/c/cooperation/offdem/
Programmi usati: Photomosh, GIMP, Inkscape su sistema GNU/Linux.

Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica@mastodon.bida.im
e
rizoma@friendica.feneas.org
 
contatto:
rizoma (at) tuta (dot) io

PER UNA POLITICA RIZOMATICA. Verso un nuovo paradigma politico

img – Elisatron

di V. Pellegrino

” … Bisogna ripeterlo ancora una volta: non è un caso se i termini “comunismo” e “socialismo”, quale che fosse la torsione cui erano stati sottoposti, siano stati portatori dell’esigenza e del fervore che il termine “democrazia”, appunto, non riusciva o non riusciva più ad alimentare…

La democrazia non ha sufficientemente capito che doveva essere anche “comunismo” in qualche modo, perché altrimenti non sarebbe stata che gestione delle necessità e dei compromessi, priva di desiderio, cioè di spirito, di soffio, di senso.”  Jean-Luc Nancy Verità della democrazia. Ed. Cronopio 2009

PREMESSE

Questo articolo intende svolgere alcune considerazioni sull’attuale stato delle forme e delle prassi politiche, tentando di individuare le ragioni profonde della gravissima impasse che paralizza l’azione politica tanto a livello istituzionale che di movimento ed impedisce di attuare quelle trasformazioni profonde necessarie per far fronte alle enormi problematiche che caratterizzano l’attuale fase storica.

È proprio dalla costatazione di questa impasse e dall’esigenza di svolgere un’analisi e una critica non superficiali del presente che un gruppo di persone variamente attive in quella che si dice “politica dal basso” ha deciso di intraprendere un percorso nuovo, ancora embrionale e principalmente rivolto a un’elaborazione “al passo coi tempi” di quelle che sono le complesse dinamiche che mettono in correlazione le ICT (Information and communications technology) e il loro rapidissimo sviluppo con le trasformazioni sociali, il cambiamento della soggettività nonché con il metodo e le forme della Politica1. È in particolare di quest’ultimo aspetto che vorrei qui trattare.

Partendo dal nome che ci siamo dati, il rizoma, nella caratterizzazione fondamentale che è stata attribuita a questo termine nell’omonimo volume dell’opera di Gilles Deluze e Felix Guattari uscita in Francia nel 1980 con il titolo di Mille Plateux2, si contrappone alla forma ad albero rovesciato che connota le strutture gerarchiche, stratificate e verticistiche proprie tanto delle società antiche che di quelle moderne.

Il lavoro filosofico dei due francesi, che giunge al termine di un lungo ciclo di lotte e trasformazioni sociali inaugurate in Occidente a partire dal fatidico 1968, dà la stura a tutta una serie di elaborazioni nei più svariati campi di studio e di interesse, a partire, banalmente, dalla topologia (la scienza che studia la forma degli oggetti), passando per la linguistica, fino alla sociologia e alla politica. Continue reading

Internet mon amour. Raccontare le storie prima del crollo di ieri

img Elisatron

di A. Trocchi – CIRCE

Raccontare le storie prima del crollo di ieri

Il futuro è stato ieri, quando eravamo inseparabili da computer e smartphone, nel bene e nel male. Anche quando avremmo preferito farne a meno, perché sapevamo che potevano rivelarsi i nostri peggiori nemici. Gli scandali sulla sorveglianza globale di Internet erano solo la punta di un iceberg, le manipolazioni di massa erano solo l’inizio: eravamo tutti vulnerabili! Curiosità fuori luogo, truffe, furti d’identità e di dati, pornovendette, odiatori…

«Oh, quanta negatività!», esclamavano i tecnoentusiasti. «Le nuove tecnologie ci danno la possibilità di non dover scegliere. Non è fantastico?»… Continue reading