Rizomatica 2202-2022

Infosfera, 22/02/2022

Per questa quinta uscita sul blog rizomatica, a distanza di un anno dall’ultima, abbiamo scelto di riflettere sui temi del lavoro e della crisi del capitalismo, intervenuta per la diffusione dell’automazione, dell’informatica e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, oltre che, probabilmente, per la dimensione globale ormai assunta dal mercato.

Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF e EPUB.

https://rizomatica.org/rizomatica22022022.pdf

 

https://rizomatica.org/rizomatica22022022.epub

 

Indice:

Le tre anime del lavoro  di M. Minetti

La Transizione digitale come biforcazione storica  di S. Bellucci

15 risposte sul lavoro   di M. Parretti e T. Cumbo

Piattaforme di lavoro e algoritmi di sfruttamento   di T. Numerico

Big-data, reti semantiche e IA in una prospettiva politica   intervista a G. Vetere

Affinità e divergenze fra i gig-workers e noi   di F. Sganga

Ripartire dalle basi: la riduzione dell’orario di lavoro    recensione di F. Barbetta

Cronache della mutazione   di P. Carvalho

 

Copertina di M.Kep e diorama

https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/

 

 

Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica@mastodon.bida.im

contatto:  rizoma (at) tuta (dot) io

Big-data, reti semantiche e intelligenza artificiale in una prospettiva politica

Intervista a Guido Vetere di M. Minetti

Guido Vetere cura il blog Cervelli nella vasca, su Nova de Il Sole 24 Ore, è il Direttore del Centro Studi Avanzati IBM Italia dal 2005. In IBM dal 1989, ha preso parte e guidato diversi progetti in Intelligenza Artificiale, Information and Knowledge Management, Tecnologie della Lingua, sia nell’ambito della ricerca, sia dello sviluppo per grandi imprese e pubblica amministrazione. Nel corso della sua attività professionale, è stato responsabile di progetti di ricerca applicata nazionali ed europei e ha diretto lo sviluppo di prodotti software IBM per il mercato internazionale. Ha guidato la progettazione e la realizzazione del registro semantico dei servizi di Cooperazione Applicativa della Pubblica Amministrazione. E’ stato coordinatore internazionale della rete dei Center for Advanced Studies IBM nel 2011. Partecipa regolarmente nei comitati di programma di conferenze internazionali nel settore delle tecnologie semantiche e nei comitati scientifici di programmi di ricerca europei. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche in conferenze e riviste internazionali.

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Rizomatica 0505-2020

Infosfera, 05/05/2020

Per questa seconda uscita sul blog rizomatica abbiamo scelto di riflettere sul tema della cittadinanza digitale, territoriale e al contempo dematerializzata.

Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF.

https://rizomatica.org/rizomatica05052020.pdf

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Indice:

Telepolis 2020 di M. Kep
Territori laboratorio per una economia politica “ipermaterialista” 
intervista di S. Simoncini a B. Stiegler
Algoritma. Analisi incompleta sul data feminism nelle città intelligenti
di V. Bazzarin
Self-branding. La retorica del successo contemporaneo
di G. D’Alia
Apocalipse Now  di M. Civino
I signori delle post-metropoli  di M. Minetti
Accelerare in retromarcia di F. Sganga
Ricollocare lo spazio  di A. Cava
L’assenza di costrizioni naturali di M. Parretti
Se le macchine di Marx siamo noi   di V. Pellegrino
Il Techbro Prodigo  di M. Farrell
Il mio corona virus di F. Fassio
Amplesso telefonico  di F. Cozzaglio

La copertina è di diorama
https://mastodon.bida.im/@dioram
La copertina #1 si basa su “Gay Freedom San Francisco”, 1980, dominio
pubblico.
Programmi usati: Photomosh, GIMP, Inkscape su sistema GNU/Linux.

Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica@mastodon.bida.im
e
!rizoma@friendica.feneas.org
contatto:
rizoma (at) tuta (dot) io

Progetto per un aggregatore politico federato. L’Ecosistema di Organizzazioni.

di M. Minetti

Pubblicato in origine su: https://coxsa.blogspot.com  il 19/01/2020

Alcuni punti da cui partire.

Gran parte della costruzione del consenso e della comunicazione politica si svolge sui social network, secondo le regole incorporate nella struttura di questi software proprietari: sponsorizzazione, bolle, costruzione dell’identità e dell’odio, narcisismo e conformismo, estrazione dei dati, opacità degli algoritmi.
Il protagonismo, anche spesso solo rappresentato, degli attivisti sui social network è diventata una prassi di diffusione dei messaggi politici e un elemento importante dei contenuti, nella forma dell’identificazione che spesso alimenta narrazioni identitarie e discorsi di odio. Ne parla Giuliano Da Empoli nel suo Gli ingegneri del caos. Teoria e tecnica dell’Internazionale populista, del 2019.
Questi spazi social sono per definizione una vetrina per vendere e per vendersi, ma sono molto poco adatti ad una reale discussione.
L’introito pubblicitario di Facebook (e Instagram) nel 2019 è stato di 69,655 mld di dollari. Gli utenti attivi sono stati ben 2,5 Mld, con un valore medio di introito pubblicitario per ogni utente che si aggira quindi sui 28 dollari annui (Fonte aziendale). Ovviamente un utente di Facebook che ha alti livelli di spesa, oltre 30$ al giorno come negli USA e Canada, vale 139,35 dollari all’anno.  Gli utenti poveri, invece, hanno più valore come elettorato, per il controllo sociale e le informazioni che possono fornire a polizia e servizi segreti dei governi. Gli annunci pubblicitari su pubblico profilato, oltre che dalle grandi aziende, vengono acquistati anche da piccoli esercenti, artisti, associazioni e enti no-profit, sindacati, chiese, gruppi politici.

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