La costruzione del movimento dei Tech Worker

di B. Tarnoff  trad. it. di F. Sganga

Questo testo è una riduzione di un articolo pubblicato da Logic. La traduzione e l’adattamento molto amatoriali sono di Filo Sganga. Il testo originale può essere letto qui.

Il 1° novembre 2018, più di ventimila dipendenti e consulenti esterni di Google hanno lasciato i loro uffici. [1] Hanno scioperato in cinquanta città di tutto il mondo: nella Silicon Valley e a Sydney, a Dublino e a San Paolo. Erano furiosi per un articolo sul New York Times in cui si raccontava che Andy Rubin, creatore di Android, era stato protetto dalla direzione di Google e aveva ricevuto una buonuscita di 90 milioni di dollari nonostante le accuse di molestie sessuali che la direzione stessa aveva ritenuto attendibili. Sette giorni dopo la pubblicazione dell’articolo, hanno portato a termine una delle più grandi azioni sindacali internazionali nella storia contemporanea. Si sono riuniti nei parchi e nelle piazze, hanno cantato, marciato e condiviso storie. Continue reading

Contro l’hackerismo, pt. 1

di S. Robutti

Pubblicato in origine il 19-07-2020 su:  https://write.as/chobeat/quaderni-di-lavoro-contro-lhackerismo-pt

Questo articolo è parte di una serie che sperabilmente porterà alla creazione di un articolo aperto sul tema della disseminazione tecnologica e la narrativa su come è compresa e svolta in occidente. Gli articoli saranno leggibili indipendentemente uno dall’altro o come un corpo unico.


Letture propedeutiche:

The Californian Ideology


Traduzione dell’articolo in lingua inglese


Il termine “hacker” è stato utilizzato da così tanti individui e movimenti che oramai è totalmente priva di significato. Sebbene all’origine il termine indicasse un ristretto gruppo di appassionati di tecnologia, lentamente prese ad evolversi per indicaure un’intera sottocultura, successivamente frammentatasi in una costellazione di movimenti tecno-politici. Negli anni, il termine venne pienamente assorbito dalla startup-culture. Diventò un termine utilizzato sia dai lavoratori tecnici che dai manager per identificarsi in un’idea di successo come definito dall’Ideologia Californiana. Lo sforzo imprenditoriale venne quindi rappresentato come un attacco allo status quo, al buon senso e ai vincoli che limitano i concorrenti (pensare out of the box). L’hackerismo diventò quindi un elemento di auto-promozione, personale e aziendale.

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