I padroni delle macchine e delle menti

Cyberfascismo - immagine di un Grande fratello con visore e occhio digitale di fronte a masse a una adunata

img – copertina del libro

Articolo pubblicato  su La Città Futura il 10/07/2026

di M. Sommella

Ci sono anni in cui i libri arrivano in coppia, come se il tempo avesse bisogno di due voci per dire una cosa sola. Il 2026 è uno di questi. Nel febbraio 2026 Feltrinelli ha pubblicato Libercomunismo. Scienza dell’utopia dell’economista Emiliano Brancaccio. Pochi mesi dopo è uscito Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile, libro interamente autoprodotto da chi scrive, frutto di un lungo lavoro di ricerca interdisciplinare che intreccia storia del fascismo, economia politica, scienze della comunicazione, processi cognitivi e analisi delle infrastrutture digitali. Non si tratta semplicemente di due libri usciti nello stesso anno. La loro contemporaneità è soltanto il dato cronologico di una convergenza molto più profonda. Essi nascono da discipline differenti, percorrono strade autonome e utilizzano strumenti analitici diversi, ma approdano alla medesima diagnosi storica: la concentrazione del capitale non rappresenta più soltanto un fenomeno finanziario o industriale. È diventata concentrazione del calcolo, delle infrastrutture digitali, dei dati, della conoscenza e della capacità di orientare le coscienze. Continua a leggere

La nostalgia del corpo sonoro: isolamento sociale e comunicazioni di massa

la sagoma di un umano da solo camminando in uno scenario 3d virtuale e geometrico

img generata da IA – dominio pubblico

Pubblicato in origine su Transform Italia il 30 Luglio 2025

di P. Nicolosi

In un libro uscito nel 1977 e intitolato Per una storia dei bisogni l’eclettico, imprevedibile e geniale teologo austriaco Ivan Illich scriveva:

«Cinquant’anni fa, quasi tutte le parole che uno udiva erano rivolte personalmente a lui come individuo o a qualcun altro che gli stava vicino. Solo in certe circostanze lo toccavano in quanto membro indifferenziato di una massa – a scuola o in chiesa, a un comizio o al circo. Le parole erano per lo più come lettere scritte a mano e sigillate, non come il ciarpame che inquina le nostre poste.» 1

Continua a leggere

La via del maestro ignorante.

Critica della pedagogia e prassi democratica nella prospettiva di Joseph Jacotot

img – IA generated dominio pubblico

di G. Campailla

Negli ultimi anni, parecchi docenti, facendo un qualsiasi corso di formazione o di aggiornamento, si sono imbattuti in un tipo di pedagogia costruttivista che si propone come alternativa alla cosiddetta pedagogia tradizionale, cattedratica. Alla base di una simile pedagogia, vi è l’idea secondo cui la conoscenza sia una dinamica costruita attivamente da colui che apprende.

Gert Biesta, in Riscoprire l’insegnamento, recentemente tradotto in italiano, suggerisce che intendere l’insegnante, in maniera tradizionale, come il detentore di conoscenze disciplinari o, in maniera costruttivista, come un facilitatore degli studenti che costruiscono il loro sapere, delinea due atteggiamenti tanto opposti quanto speculari. Infatti, nonostante la seconda opzione sembri convincente, essa condivide con la prima l’idea per cui la conoscenza sia l’atto di un singolo, secondo un’ottica moderna del sapere come mio dominio del mondo esterno (Biesta 2022). Continua a leggere