Dalla malinconia all’utilità sociale, senza feticci identitari

Articolo pubblicato col lievi modifiche in origine su Sinistrainrete il 25/12/2025.
di M. Sommella e M. Minetti
“Il rincoglionimento conosce tre fasi.
Nella prima lo sai solo tu;
nella seconda lo sai tu e lo sanno gli altri;
nella terza lo sanno solo gli altri.”
Biagio Di Giovanni a Repubblica 30/09/2028
Il punto di partenza è semplice: troppo spesso parliamo di unità della sinistra come se fosse una faccenda interna, quasi una terapia di coppia tra correnti. Ma la frattura vera non è solo tra gruppi dirigenti o tra “governisti” e “puri”. È più profonda: somiglia a quella divisione complementare con cui, da decenni, “sinistra” e “destra” si rincorrono opponendosi pezzi di linguaggio e di agenda, mentre i rapporti materiali nel corpo sociale restano intatti.
Se una forza che si definisce di sinistra finisce per garantire la conservazione del potere e del privilegio economico, in che senso è ancora sinistra? E se una forza di destra, per convenienza o per conflitto interno ai blocchi dominanti, colpisce gli interessi della rendita e della proprietà privata, è automaticamente “meno destra”? La domanda non è accademica: serve a spostare l’attenzione dai simboli ai risultati, dagli schieramenti identitari ai bisogni concreti dei cittadini. Continua a leggere
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