I padroni delle macchine e delle menti

Cyberfascismo - immagine di un Grande fratello con visore e occhio digitale di fronte a masse a una adunata

img – copertina del libro

Articolo pubblicato  su La Città Futura il 10/07/2026

di M. Sommella

Ci sono anni in cui i libri arrivano in coppia, come se il tempo avesse bisogno di due voci per dire una cosa sola. Il 2026 è uno di questi. Nel febbraio 2026 Feltrinelli ha pubblicato Libercomunismo. Scienza dell’utopia dell’economista Emiliano Brancaccio. Pochi mesi dopo è uscito Cyberfascismo. Anatomia di un dominio invisibile, libro interamente autoprodotto da chi scrive, frutto di un lungo lavoro di ricerca interdisciplinare che intreccia storia del fascismo, economia politica, scienze della comunicazione, processi cognitivi e analisi delle infrastrutture digitali. Non si tratta semplicemente di due libri usciti nello stesso anno. La loro contemporaneità è soltanto il dato cronologico di una convergenza molto più profonda. Essi nascono da discipline differenti, percorrono strade autonome e utilizzano strumenti analitici diversi, ma approdano alla medesima diagnosi storica: la concentrazione del capitale non rappresenta più soltanto un fenomeno finanziario o industriale. È diventata concentrazione del calcolo, delle infrastrutture digitali, dei dati, della conoscenza e della capacità di orientare le coscienze. Continua a leggere

La proprietà aperta e i suoi nemici: suicidi eccellenti nella Silicon Valley

img generata da IA – dominio pubblico

Di Rattus Norvegicus

Pubblicato in origine nella ML Neurogreen il 15-1-2025

Considero il recente (presunto) suicidio del programmatore indiano ventiseienne Suchir Balaji, un giovane che aveva alle spalle quattro anni di lavoro presso il centro di ricerca di OpenAI, un evento di una tale gravità da richiedere un ripensamento in merito al ruolo svolto dalla proprietà intellettuale negli ultimi quarant’anni, sia all’interno della produzione informatica e di rete sia, più in generale, nell’ambito dei complessi rapporti che questa peculiare forma di proprietà privata ha stabilito con la libertà di opinione, con il diritto di accesso all’educazione e alla formazione, con la cooperazione internazionale allo sviluppo e, per estensione, con tutti  i principali pilastri del diritto nelle democrazie liberali, quelli che i paladini del libero mercato continuano a invocare nei loro discorsi pubblici sebbene nelle realtà non se ne veda più traccia da moltissimo tempo. Continua a leggere