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Articolo pubblicato in origine su Transform Italia il 22/10/2025
di M. Minetti
Chi ricostruirà la città di Gaza, se davvero la tregua attualmente negoziata diventerà una pace stabile? Chi investirà in abitazioni e infrastrutture che, ovviamente, i cittadini palestinesi non possono pagare, e chi otterrà dei profitti dagli appalti di costruzione?
Ma anche, quale grado di indipendenza potranno avere le istituzioni politiche palestinesi, seppure dovessero raggiungere lo status di nazionalità autonoma?
Per cercare di rispondere a queste domande, possiamo guardare al recente passato e osservare le conclusioni della Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione di aprile 2023 e la Ukraine Recovery Conference di luglio 2025, svoltesi a Roma, per spartire le zone di intervento per la ricostruzione ucraina, circa 600 miliardi di spesa previsti. Anche le ONG del terzo settore italiano si sono messe in coda per ricevere la loro parte, per i servizi decentralizzati che sono in grado di offrire. Continua a leggere
