Il tema del riarmo sul fronte interno

militari che corrono in un sotterraneo illuminato

img generata da IA – dominio pubblico

di F. Cori

E’ evidente ad ogni persona dotata di un grado medio d’intelligenza e di buon senso, che la politica internazionale – il rapporto tra Stati – sta vivendo un inasprimento e una recrudescenza talmente aspri che le dinamiche di guerra, lungi dall’essere fenomeni episodici o periferici, tendono ad assumere sempre di più i tratti di un conflitto mondiale dai contorni inquietanti e, per molti aspetti, assolutamente imprevedibili. Se volessimo inquadrare da un punto di vista di filosofia della storia la tendenza fondamentale presente in questa fase è evidente che il signoraggio del dollaro, quindi l’egemonia statunitense come guida dell’occidente globale (Usa, Europa, Giappone,etc) di fronte all’ascesa della Cina e dei paesi emergenti. Si tratta di una crisi irreversibile per cui la perdita d’egemonia culturale degli Usa e, più in generale dell’occidente, tenta di essere compensata con un utilizzo sempre più massiccio e generalizzato della violenza militare. Da questo punto di vista ci troviamo solo ad un livello, importante, ma sempre supeficiale del fenomeno: la radice di questo problema va ricercata a livello più strutturale, più profondo, cioè nell’ambito della produzione e riproduzione della vita umana, cioè nella crisi di valorizzazione del capitale. Gli Stati dell’Unione Europea e gli Usa sono al vertice di questa crisi: basta osservare i tassi di crescita della media Ue: tutti discendenti con medie che si aggirano intorno al’’1-2%. Continua a leggere