Philip Dick e il gioco del labirinto mortale

comando sotterraneo con schermi e soldati

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di P. Nicolosi (Rattus)

Chiunque conosca qualcosa della vita di Philip K. Dick, autore di straordinarie opere di fantascienza che spesso sono state motivo di ispirazione per capolavori cinematografici di successo come il celebre Blade Runner, ricorderà senz’altro come egli sia vissuto quasi esclusivamente dei proventi del suo lavoro di scrittore. Piazzare i suoi romanzi presso gli editori era per lui un impegno quotidiano, nel quale era coadiuvato dal suo agente letterario, Scott Meredith. Contrariamente a quel che succede oggi, nel mondo dell’editoria americana degli anni Sessanta accadeva con una certa frequenza che un editore scegliesse di pubblicare un romanzo sulla base di una bozza proposta dall’autore. E, incredibile a dirsi, in molti casi, ricevere l’approvazione di una bozza da parte di un editore significava, per lo scrittore, incassare anche un consistente anticipo in denaro. Non sorprende quindi che Dick, sempre alle prese con spinose difficoltà economiche, elaborasse bozze di romanzi in modo piuttosto frenetico. La “outline” (bozza) di cui ci occuperemo descrive un romanzo mai scritto che si sarebbe dovuto chiamare Il nome del gioco è mortei. Continua a leggere

II° – Che cos’è la fantascienza?

rottame di aereo di linea sotto arcobaleno notturno

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di G. Spagnul

Il testo analizza la fantascienza come dispositivo culturale nel senso foucaultiano, capace di intrecciare potere, sapere e immaginario collettivo. Riprendendo Caronia, Foucault e Deleuze, la fantascienza viene letta non solo come strumento di consenso o evasione, ma come spazio dialettico in cui il pubblico mantiene una quota di creatività e risposta. Essa incarna la tensione tra scienza e fantasia, producendo novità e trasformazione. Nel Novecento ha accompagnato il passaggio dalla società disciplinare a quella del controllo. La <<morte>> della fantascienza indica quindi la crisi di un dispositivo storico e l’emergere di nuove forme dell’attuale. A questo link è possibile leggere il primo articolo sul tema.

Non avevo mai incontrato una ragazza hippy che si interessasse di fantascienza, prima d’ora; mi ha tenuto ore e ore a parlare di filosofia, di Dio, di dischi volanti e della saggezza esoterica degli antichi Egizi, e in tutte queste cose intesseva il filo della fantascienza.” (Philip K. Dick 2014, p.47) ¹

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