Il municipalismo è la rivoluzione di cui abbiamo bisogno

persone in strada in una favela anni '70

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di C. Marotta, Consigliere regionale del Lazio.

L’Italia – e più in generale l’Occidente – sta attraversando una crisi profonda della democrazia rappresentativa. Questo fenomeno è ormai evidente: l’astensionismo cresce, i partiti tradizionali perdono credibilità e il rapporto tra cittadini e istituzioni si fa sempre più debole. La personalizzazione della politica ha sostituito il modello collettivo della rappresentanza, con leadership personali che diventano il fulcro del consenso, svuotando di significato il ruolo dei partiti. Continua a leggere

Rompere definitivamente con la politica della testimonianza

conferenza economica della NATO

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di F. Cori

Il contesto storico in cui ci troviamo attualmente apparirebbe paradossale ad ogni sincero democratico o progressista che fosse vissuto anche solo venti anni fa. Il Governo Meloni è composto da forze politiche di destra, di cui una parte consistente dei suoi membri sono espressione del più rapace e irrazionale spirito di rapina verso i beni pubblici che si sia mai vista nella storia d’Italia. I casi di corruzione e malvessazione delle risorse pubbliche raggiungono addirittura i contorni del grottesco (il caso Santanchè, in questo senso è emblematico). Lo Stato rappresenta per queste persone (e per il blocco sociale di cui esprimono gli interessi) un gigantesco salvadanaio da cui attingere per arricchirsi. Il grado d’incapacità e superficialità di questa classe dirigente è talmente elevato che sono costretti, dal loro stesso operare, ad entrare perennemente in conflitto con la magistratura, scaricando sulle istituzioni dello Stato liberale uno dei capri espiatori per le contraddizioni che loro stessi non riescono a risolvere (vedi caso Almasri) nonché per i criminali che, per loro stessa incapacità sono costretti ad appoggiare. Continua a leggere